Regolamento Europeo Privacy: appello da Bruxelles

Mentre in Italia quando i governi affrontano i temi della privacy, da un po' di tempo lo fanno principalmente per "tagliare" qualche pezzo del nostro attuale codice, come se questo potesse alleviare le sofferenze delle nostre imprese, dall'Unione Europea vengono invece lanciati accorati appelli affinchè il Regolamento Europeo venga presto approvato, per dare più garanzie sui dati dei cittadini.
Come riferisce l'Ansa, l'impegno della Cancelliera tedesca Angela Merkel a favore di una riforma della legge europea sulla protezione dei dati è ''fortemente benvenuto'' dalla vicepresidente della Commissione europea, Viviane Reding, autrice di una proposta di direttiva ferma da quasi 18 mesi.

"Faccio appello a tutti i governi - ha detto la Reding secondo quanto riferito dalla sua portavoce - affinché essa possa essere finalizzata prima delle europee che rinnoveranno il parlamento nel 2014''. La proposta, secondo Reding, sarà di aiuto al mercato unico e sara ''il modo migliore'' per proteggere i dati di cittadini e imprese. ''Avere regole comuni europee è effettivamente il modo migliore per assicurare una solida protezione dei dati dei cittadini, anche quando sono trattati da compagnie di paesi terzi che operano nella Ue - ha detto Reding -. L'Europa deve essere unita su questo argomento che è al centro dei valori europei, che tocca direttamente i diritti fondamentali dei cittadini europei e che è di grande importanza per il mercato unico europeo".
"Faccio appello a tutti gli stati membri - ha concluso Reding - affinché seguano la leadership della cancelliera Merkel sulla protezione dei dati in modo che la riforma presentata dalla Commissione il 25 gennaio 2012 possa essere finalizzata prima delle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2014. Ciò sarebbe una solida base per avere una voce forte e unita dell'Europa nei negoziati transatlantici in corso. Sarebbe d'aiuto se il Consiglio europeo di ottobre, che tratterà le questioni del mercato unico digitale, potrà risolvere questo argomento ed accelerare i lavori in Consiglio su questo importante argomento".

(Fonte FederPrivacy).

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